Gli inizi

Era l’autunno del 1988. Da un paio d’anni era nata la parrocchia "Santa Maria Ausiliatrice", in quanto prima faceva parte della parrocchia di San Silvestro. In molti parrocchiani questa divisione aveva provocato un po’ di disorientamento, poiché una parte delle persone che si prestavano ad aiutare in parrocchia era, giustamente, rimasta a San Silvestro.

In questo clima mi venne una grande idea: organizzare uno spettacolo per Natale nel quale confluissero persone di diverse età, per cercare, attraverso la collaborazione attiva ad un progetto comune, di aumentare il dialogo tra i diversi gruppi. Ed è proprio in questa occasione che il Piccolo Coro fece la sua prima "performance": accompagnando con alcuni canti la recita "Preoccupazione in cielo e pace sulla terra" (andata in scena Sabato 17 Dicembre 1988), che vide lo sforzo di oltre 50 persone per la messa in scena. Dopo l’entusiasmo generale, gli otto bambini che parteciparono con il canto alla rappresentazione, avevano ancora desiderio di ritrovarsi assieme e, soprattutto, di cantare. Nacque così in maniera ufficiale, su esempio del Piccolo Coro dell’Antoniano, il "Piccolo Coro Santa Maria Ausiliatrice"; io ne presi il "comando", e alcune ragazze tra i 13 e i 16 anni, si prodigavano insieme con me nell'insegnare agli amati pargoli le diverse melodie.

Sia i bambini sia le ragazze facevano già parte del "Coro liturgico" che animava (ed anima tuttora) la Santa Messa: a quel tempo era "naturale" avere i bambini nel coro grande. I primi mesi del 1989 trascorsero molto velocemente; le prove si svolgevano regolarmente il sabato pomeriggio e la domenica mattina. A fine maggio, durante la festa patronale, realizzammo il primo concerto vero e proprio; il successo fu mirabile: grazie al "tifo" da stadio, forse per la novità del canto dei bambini o forse per la presenza massiccia di genitori e parenti, ci diede una gran carica. Eravamo sulla strada giusta. A mia sorpresa, i bambini organizzarono per me una festa una sera di giugno: un’enorme torta con scritto "Grazie Fabio!", i regalini dei bambini, i canti e tanto, tanto affetto!

A settembre riprendemmo tutti l’impegno con rinnovato entusiasmo. Ricordo un particolare molto bello di quel periodo: le nostre prove iniziavano sempre con una piccola preghiera.

Poiché il Piccolo Coro dell’Antoniano aveva inciso un disco con il titolo "Concerto di Primavera", mi venne l’idea di preparare un concerto per l’autunno. Fu così che dopo tre mesi di duro lavoro mettemmo in scena il 2 Dicembre 1989 il "Concerto d’Autunno", adattando l’attuale sala giochi a piccolo palcoscenico: tra le sette canzoni (tutte nuove per il Piccolo Coro) ci furono anche i primi "pezzi di bravura", quelle canzoni cioè nelle quali il coro si esprimeva al massimo delle proprie possibilità.

Nel Febbraio del 1990 iniziai a lavorare e dovetti organizzarmi per ritagliare il tempo da dedicare al Piccolo Coro. Il problema, infatti, non era nel fare le prove (che all’epoca si articolavano in due momenti: il sabato pomeriggio, dopo le prove del coro grande, e la domenica mattina, dopo la Santa Messa), ma nel preparare le basi musicali e i testi.

A Pasqua interpretammo il canto "Mai più morrà" e il 27 Maggio 1990 ci fu il "Micro Concerto" durante il pomeriggio della festa patronale. Nei mesi precedenti era nata tra i bambini una certa "rivalità" per accaparrarsi la parte del solista, così pensai di fare interpretare anche alcuni pezzi a dei bambini "esterni" al coro: tramite delle conoscenze invitammo Giovanni, un bambino che veniva da Novara e aveva cantato due anni prima allo Zecchino d’Oro la canzone "Annibale". Fu un discreto successo, ma il mio pensiero era continuamente rivolto a Bologna: sentivo che avrei potuto imparare molte cose dal Piccolo Coro dell’Antoniano e soprattutto da Mariele.

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